I viaggi degli amici

3000 chilometri in Australia

L’Australia ha da sempre un fascino particolare: una terra
remota letteralmente dall’altra parte del mondo.

Per Eliana si aggiunge un legame affettivo molto forte con
una famiglia di Perth che l’ha ospitata per oltre un mese di vacanza studio
durante il liceo (ormai 30 anni fa, sigh) e che eravamo andati a trovare circa
15 anni fa (ancora senza figlie) aggiungendo alcune delle tappe più classiche:
Ayers Rock, Sidney, Kakadu National Park.

 

Il nostro viaggio, organizzato senza il supporto di alcuna
agenzia, è stato composto dando priorità alla natura (incredibile) rispetto
alla visita delle città e accettando trasferimenti e pernotti anche lunghi ed
in parte avventurosi.
Organizzare un viaggio in Australia necessita
di un minimo di programmazione e di selezione delle aree da visitare data l’enorme
dimensione del paese e la necessità inevitabile di effettuare grandi
percorrenze in auto e in aereo.

 

 

Comparazione dimensioni dell’Europa e dell’Australia

Prima tappa: Perth.
Come detto per noi tappa obbligata per il piacere di rivedere la nostra
famiglia “down under”. La città è molto godibile e tranquilla e rappresenta un
chiaro esempio della tipica città australiana: una piccola area centrale di
soli uffici con una skylineUSA style”, una enorme distesa di villette,
pochissimi edifici storici che
a noi italiani fanno sorridere, una serie infinita di spiagge oceaniche
frequentate da surfisti anche nella stagione invernale.

Skyline di Perth

Molto vicina e carina
la città di Fremantle mentre nei dintorni (si fa per dire, sono qualche
centinaio di Km) segnalo a Sud la zona vinicola e la spiaggia nera a Cap Leuwin
mentre a Nord i Pinnacle un’area desertica molto particolare.
 

Seconda tappa: Il Kimberly. E’ la parte
più avventurosa del nostro viaggio, una vera esperienza nell’outback
australiano.
Noi abbiamo percorso la parte Ovest da Broome a Kununurra in sei
giorni circa.

 

Terra rossa, canyon, strade sterrate da percorrere
rigorosamente con 4×4 e durante le ore diurne, un centinaio di chilometri
almeno tra una stazione di servizio e la successiva.
Un’area visitabile solo
durante la stagione secca (da Maggio a Settembre circa) e l’unica in cui
prestare molta attenzione a prenotare con largo anticipo data la scarsa
ricettività.
Imperdibile (anche se molto costosa) l’escursione alle Horizontal Falls, il percorso
lungo la Gibb River Road, le visite ai numerosi parchi (molto suggestivo e
particolare il Tunnel Creek) e i due giorni passati nell’incredibile area delle Bungle Bungle dove consiglio vivamente di soggiornare all’interno del parco in
uno dei pochi campi tendati per poter fare due o tre escursioni e godere dello
spettacolo dei colori all’alba ed al tramonto.
Nelle vicinanze di Kununurra
merita assolutamente una visita il Wilderness Park con splendide escursioni,
oasi con acque termali, canyon, cascate e laghetti in cui rinfrescarsi.
Attenzione ai coccodrilli però (le zone pericolose sono molto ben segnalate).
Coccodrillo al Wilderness Park

 

Terza tappa: foresta pluviale e grande barriera corallina. Arriviamo all’estremo Nord Est del paese caratterizzato da due ecosistemi naturali unici
al mondo. E’ un’area che si può facilmente visitare da Cairns o ancora meglio
dalla splendida cittadina di Port Douglas.
Due escursioni meritano più di ogni
altra visitando la foresta pluviale: quella che conduce sino a Cape Tribulation
(e se si ha un giorno in più sino a Cooktown) e quella a Mossman dove si può
anche vivere l’esperienza di una giornata a diretto contatto con la cultura
aborigena apprendendo le loro tecniche di pesca, di utilizzo delle differenti
specie di piante e la loro arte pittorica.
Una giornata almeno deve
assolutamente essere dedicata alla Grande Barriera Coralllina distante due/tre
ore di catamarano dalla riva. E’ un’esperienza fantastica per tutti gli amanti
dello snorkeling o delle immersioni.
Ciò che più colpisce è la clamorosa varietà, numerosità e dimensione di fauna e coralli. Non è difficile imbattersi
in enormi murene, tartarughe marine e persino piccoli (ma non pericolosi)
squali.
Durante la giornata si ha la possibilità di immergersi in almeno due o
tre punti differenti e se si ha la fortuna (e noi ne abbiamo avuta parecchia) ci
si può imbattere in piccoli gruppi di balene che durante i mesi di Agosto e
Settembre transitano in questa zona. Come detto abbiamo avuto una fortuna
sfacciata e durante il viaggio di rientro in serata abbiamo goduto uno
spettacolo incredibile grazie a due balene (madre e figlio) che hanno passato mezz’ora letteralmente giocando a pochi metri e sotto il nostro scafo.
Balena

 

 

 

Quarta tappa: Great Ocean Road e Kangaroo
Island.
Clima
quasi invernale in questa zona a Sud dell’Australia. L’area si riesce a
visitare in circa sette giorni di cui almeno due dedicati a Kangaroo Island. Si
parte da Melbourne, carina ma nulla di che, e dopo un centinaio di chilometri
si arriva all’inizio della Great Ocean Road nei
pressi di Torquay, capitale mondiale per i surfisti, dove ci sono grandi outlet
delle migliori marche sportive del settore. La Great Ocean Road si percorre con
grande tranquillità godendo di scorci incredibili, passando attraverso graziose
cittadine e potendo ancora una volta soffermarsi più volte a godere di
spettacoli naturali eccezionali.
Più di tutte ricordiamo con piacere una
bizzarra ma interessante gita a piedi e in canoa per riuscire a vedere e
fotografare l’ornitorinco, la deviazione a Cape Otway dove si possono vedere
moltissimi koala nel loro habitat naturale e naturalmente la visita ai Dodici
Apostoli
da osservare sia dal bordo dell’alta scogliera che dalla sottostante
spiaggia raggiungibile da una lunga ma comoda scalinata scavata nella roccia.
Koala vicino Cape Otway
Dopo i Dodici Apostoli la strada diventa un poco più monotona e con una lunga
tappa in auto Cape Jervise da cui partono i traghetti per Kangaroo Island. Il
tratto in traghetto è piuttosto breve (meno di un’ora) ma in Agosto il mare è
spesso molto agitato tanto da costringere talvolta la sospensione del servizio.
L’isola è un vero paradiso naturale e oltre ai numerosissimi canguri presenta
una flora estremamente varia e particolare e due colonie molto belle di foche e
di leoni marini.

 

 

Quinta ed ultima tappa: Isole Fiji e
Sidney
. Agosto è un mese chiaramente invernale in Australia. Nella zona a nord
(seconda e terza tappa) il clima è molto buono simile alla nostra primavera
avanzata, a Sud autunnale e molto ventoso: insomma non c’è posto economicamente
accessibile dove poter godere di qualche giorno di mare. Chiedendo ai nostri
amici australiani abbiamo scoperto con stupore che le isole Fiji nonostante la
notevole distanza (quattro/cinque ore di volo da Sidney) sono la meta più
frequentata ed economica durante questa stagione.

Così ci siamo spinti sino a
questo paradiso tropicale dove abbiamo soggiornato per cinque meravigliosi
giorni sull’isola di Castaway. Il nome vi dice qualcosa? Esatto, è proprio
l’isola su cui è stato girato il famoso film con protagonista Tom Hanks
.

 

Al ritorno da
questa esotica meta abbiamo infine soggiornato per un paio di giorni a Sidney,
sicuramente la città più cosmopolita dell’intera Australia.
La baia di Sidney è
il centro di gravità dell’intera città ed è sorprendente come si passi in poche
centinaia di metri e con una transizione molto morbida dall’area più centrale
dove sono presenti diversi imponenti grattacieli e la famosissima e suggestiva
Opera House alle zone leggermente più periferiche dove una moltitudine di
villette e di porticcioli turistici trasmettono il feeling di una località di
villeggiatura piuttosto che di una metropoli.
Skyline di Sydney

 

Opera House di Sydney

 

Siamo giunti così alla fine della nostra esperienza. Un mese
di viaggio che ha richiesto una certa energia (oltre 3000 Km di percorso in
auto di cui più di 1000 su strade sterrate, una dozzina di voli aerei di cui
quasi una giornata intera per i voli intercontinentali, sino a 10 ore di fuso
orario rispetto all’Italia) ma che ci ha offerto in ogni singola tappa un
contatto diretto con ambienti naturali molto suggestivi e particolari e che
porteremo per sempre nei nostri migliori ricordi di viaggio insieme al tipico
saluto fijiano: BULA!

 

Un marito molto impegnato e spesso lontano da casa per motivi di lavoro (e per seguire le partite della propria squadra del cuore).

Una moglie amante dell’arte in tutte le sue forme che divide il suo tempo tra la propria professione di architetto, la cura della casa e l’attività di taxista per le due figlie.
Due figlie tra loro molto diverse in carattere (una tranquilla, l’altra agitata), aspetto (capelli lisci la prima, ricci la seconda), attitudini (umanistiche per Ilaria, logico-matematiche per Veronica) e attività preferite (violoncello e danza per Ilaria, ginnastica artistica per Veronica).
Insomma un bel cocktail esplosivo. 

Cosa accomuna tutti i componenti della famiglia? Quale passione permette di superare ogni divergenza? Semplice: viaggiare!

One Response

  1. Anna Maria maggio 16, 2014

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