I viaggi degli amici Post di Viaggio

Viaggio in Giappone

La maggior parte delle persone ha ben
presenti molti riferimenti culturali originati dal Giappone: cartoni animati e
videogiochi, samurai e ninja, origami e ikebana, sushi… la lista potrebbe
continuare a lungo. Da molti anni mi interesso di lingua e cultura giapponese e
appena posso mi metto in viaggio verso l’estremo oriente. 

In questo racconto farò del mio meglio per raccontarvi del mio ultimo
viaggio intrapreso agli inizi di Aprile 2015. Dopo essere atterrato a Tokyo e
aver brevemente visitato la città, mi sono diretto verso il Monte Fuji e poi a
Osaka, Kyoto e infine Himeji. La scelta del periodo non è stata casuale perché
l’obiettivo principale era ammirare l’intero paese tingersi del rosa dei sakura, i boccioli di ciliegio adorati
dai giapponesi.
Roppongi Hills

Quando organizzo un viaggio, per lasciare
un certo margine di flessibilità prenoto solo voli e alberghi, lasciando i
trasporti interni all’ispirazione del momento. In questo caso ho passato 3 giorni
a Tokyo, 2 al monte Fuji e 5 a Osaka, principalmente perché il vero obiettivo
del viaggio era visitare un’amica che vive lì. Iniziamo quindi da Tokyo.

Oltre a essere la capitale del Giappone e
ospitare l’Imperatore, Tokyo vanta anche altri primati: la sua area
metropolitana è la più popolata al mondo con 37 milioni di abitanti! Per un confronto, l’hinterland milanese
conta “solo” 8 milioni di persone!

E questi 37 milioni si notano davvero:
ovunque si vada ci si ritrova sempre circondati da un vero e proprio fiume di
gente. Affinché tutto scorra liscio la regola d’oro è: non essere mai di
intralcio agli altri!

Per sfamare questa moltitudine di persone
ci sono un’infinità di ristorantini ad ogni angolo della città, nelle stazioni
della metropolitana e nei centri commerciali. Sono a tutti gli effetti dei fast
food in cui la gente entra ed esce in pochi minuti e il cibo servito non varia
quasi mai: ramen, udon, yakisoba, tonkatsu, tenpura, okonomiyaki e ovviamente
il sushi. Grazie alla concorrenza spietata, i prezzi sono molto bassi e il cibo
è sempre molto buono! 

Houtou Ramen,
piatto tipico di Kawaguchiko
Non esiste un centro città vero e proprio perché
Tokyo è in realtà un insieme di 23 città governate indipendentemente.
Fortunatamente muoversi tra i vari quartieri è facile grazie alle numerose
linee metropolitane. I quartieri di interesse turistico sono numerosi e offrono
attrazioni per una moltitudine di interessi diversi.

Se siete appassionati di manga, anime,
videogiochi, cosplay, modellistica o
elettronica, Akihabara è la meta che
fa per voi. Shinjuku, il quartiere
dove Ryo Saeba nel fumetto “City Hunter” combatte la criminalità e ci prova con
tutte le fanciulle, ha una duplice faccia: da un lato ospita i palazzi del
governo nazionale, con edifici alti, eleganti e un po’ austeri, mentre
dall’altra soddisfa la sete di divertimento con il Kabukichou, un’area di movida
piena di insegne colorate, bar, ristoranti e locali a luci rosse. 
Sposi
ad Asakusa
Se si punta allo shopping Ginza, Roppingi, Odaiba e Shibuya
sono i quartieri adatti. A parte i brand giapponesi, si possono trovare i più
noti brand internazionali e non mancano ristoranti e bar per riprendersi dopo
la maratona degli acquisti.

A Shibuya è anche possibile osservare la
statua di Hachikou, il famoso cane
fedelissimo a cui hanno anche dedicato un film (e, purtroppo, un remake con
Richard Gere) e l’incrocio più affollato al mondo. Da vedere!

Per chi ama la natura, niente di meglio del
parco di Ueno, praticamente un bosco in città! È molto ben curato e,
se il periodo è giusto, viene preso d’assalto dai giapponesi per il
tradizionale hanami, un picnic sotto
gli alberi di ciliegio in fiore! A Ueno trova posto anche l’immenso zoo di
Tokyo. 
Un altro ottimo parco è quello annesso al palazzo imperiale, che coi
suoi giardini zen e laghetti popolati da carpe offrono un ambiente molto
tranquillo e rilassante.

Per la parte più spirituale, Asakusa è il posto da visitare.
Numerosi templi costeggiano la via principale fuori dalla stazione e si possono
trovare souvenir di ogni tipo, dal kimono alla borsa di Hello Kitty, e cibo da
strada tradizionale come takoyaki e yakisoba
Asakusa

Tokyo
Tower
Di stampo totalmente opposto è Harajuku, una zona vicina a Shibuya
nota soprattutto per la sottocultura alternativa che ospita. Nei weekend, una
moltitudine di giovani si incontra per mostrare la propria idea di moda, arte,
musica…  In altre parole, è pieno di
gente vestita strana e felice di farsi
fotografare!
Nel caso si abbia nostalgia di
Parigi, a Tokyo si può trovare la Tokyo Tower, una torre nata come supporto per
antenne TV e ispirata alla Torre Eiffel. La Tokyo Tower è un po’ più alta
dell’originale francese però.
Insieme a degli amici giapponesi, sono andato a Naka-Meguro, un quartiere molto trendy e probabilmente non
segnalato dalle guide turistiche. Naka-Meguro è attraversato dal fiume Meguro, sulle cui rive si stagliano
centinaia di alberi di ciliegio. Non c’è da stupirsi quindi che sia un posto
molto popolare per l’hanami. Fortunatamente
ho centrato in pieno il periodo di massima fioritura dei ciliegi e la quantità
di gente era impressionante! 

Naka-Meguro

In questi frangenti appare chiaro come sotto la
scorza di persone precise e ordinate, i Giapponesi siano persone che sanno
anche come divertirsi: sotto gli alberi fioriti l’alcool scorre a fiumi!
 
Da Shinjuku ho preso un treno per il Lago Kawaguchi (Kawaguchiko), uno dei
cinque laghi che collettivamente vengono chiamati i Cinque Laghi di Fuji (Fujigoko). Intorno alla stazione
sorgono dei negozi di souvenir, ristoranti e un piccolo villaggio che vive
principalmente di turismo. 
Il monte Fuji al tramonto
Oltre a essere un ottimo
punto da cui osservare il monte Fuji, si possono trovare ottime onsen, i tradizionali bagni termali di
origine vulcanica.

Un bus turistico effettua fermate tutto
intorno al lago, che è piuttosto grande. Un altro bus collega la stazione ferroviaria
al lago Saiko, il più vicino degli
altri 4 laghi del Fujigoko. Ad ogni fermata corrisponde una specifica
attrazione turistica: musei, onsen, piattaforme di osservazione e noleggi
barche non mancano.

Sono arrivato al mio hotel di sera, mentre
una pioggia battente e una nebbia intensa faceva apparire tutto di colore grigio
uniforme e non c’era traccia del famoso vulcano. Sono andato a dormire temendo
di aver sprecato due giorni inutilmente ma fortunatamente al mattino aprendo la
finestra sono stato smentito: sparita ogni traccia di nuvole e nebbia, la
figura inconfondibile del monte Fuji si stagliava contro un cielo perfettamente
blu. 
Il monte Fuji

Ho passato la giornata portandomi appresso
tutta la mia attrezzatura fotografica e cercando di trovare l’angolo migliore
da cui fotografare il vulcano.  La mia
foto ideale avrebbe incluso il monte Fuji riflesso sull’acqua del lago con
tanti sakura ai lati ma la mia fortuna è finita quando mi sono reso conto che a
causa del clima diverso, i ciliegi di
quest’area fioriscono più tardi rispetto a Tokyo
. Nonostante ciò, sono
decisamente soddisfatto del risultato portato a casa.

La vita scorre con tutt’altro ritmo in
questo piccolo villaggio e dopo le 9 di sera diventa impossibile trovare un
negozio o un ristorante aperto a parte il piccolo supermercato dietro la
stazione. Che differenza rispetto a Tokyo!

Compiuta la missione fotografica, la
mia tappa successiva è stata Osaka. Mi sono reso subito conto che Kawaguchiko è
un cul-de-sac dal quale è difficile proseguire. Il treno superveloce Shinkansen impiega solo due ore e mezza
per percorrere i 515km tra Tokyo e Osaka, mentre usando treni standard bisogna cambiare
almeno 3 volte e impiegare quasi otto ore da Kawaguchiko! L’unica soluzione è
quindi prendere un bus e tornare a Shinjuku, per poi prendere lo shinkansen,
per un totale di 4 ore e mezza di viaggio. 

Veduta aerea di Osaka

Osaka appare esteriormente piuttosto
simile a Tokyo ma è decisamente meno internazionale: spesso mi sono trovato a
essere l’unico non giapponese nei paraggi. La gente qui è molto più aperta e
amichevole ed è più facile scambiare battute o brevi conversazioni. Adoro il
dialetto locale!

La città non offre molte attrazioni
turistiche ma compensa con la grande varietà di cibo tipico. Qui si può gustare
il vero okonomiyaki (ma non ditelo a
quelli di Hiroshima, che competono con Osaka per il primato!) e altre
prelibatezze che in occidente non sono per niente conosciute, come il kushikatsu

il mio ritratto,
maionese su Okonomiyaki

La via che offre più folklore è senza
dubbio Dotonbouri, una strada
costeggiata da negozi e ristoranti che gareggiano per chi ha l’insegna più
assurda. Enormi granchi animati e cuochi arrabbiati richiamano l’attenzione dei
clienti.

Osaka ha anche un castello imperiale, il
quale però è poco più di una trappola per turisti: fu completamente distrutto
nel 1868, ricostruito nei primi anni del 1900 come base militare e distrutto
dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale. L’edificio attuale è
del 1995 e ospita principalmente un museo sul castello stesso. L’aspetto
esteriore è stato mantenuto identico all’originale ed è uno dei simboli di Osaka
per cui merita una visita, almeno dall’esterno.

Purtroppo il tempo non è stato dei
migliori, così ho passato un paio di giorni intento a fare shopping e provare
vari ristoranti. 
Shopping
a Osaka

Kyoto Tower



Ho passato il primo giorno di sole a Kyoto, facilmente raggiungibile in
mezz’ora di treno dalla stazione centrale di Osaka. Kyoto è stata capitale del
Giappone per oltre mille anni e pertanto offre tantissimi siti storici da
visitare. L’antico palazzo imperiale è solitamente chiuso ai visitatori ad eccezione di pochi giorni all’anno e
con mia grande fortuna mi sono trovato al posto giusto e al momento giusto! Le
foto all’interno sono purtroppo vietate, ma all’interno del palazzo dei
manichini con costumi tradizionali ricreano scene di vita quotidiana e storiche
del tempo in cui l’imperatore risiedeva lì. Il giardino zen annesso al palazzo
è semplicemente delizioso.

Come ultimo giorno di visita ho scelto Himeji, Il più importante castello
giapponese ancora originale e patrimonio dell’Unesco, raggiungibile da Osaka
via treno in un paio d’ore. 
Castello di Himeji
Costruito nel 1346, questo castello è rimasto
chiuso per restauri per molti anni ed è stato finalmente riaperto al pubblico
proprio in Marzo 2015. La bella giornata di sole, il weekend, i ciliegi in
fiore e la recente riapertura hanno fatti sì che la quantità di visitatori
fosse sconfinata! Abbiamo impiegato almeno due ore per entrare nel castello e
abbiamo rinunciato a entrare nella residenza nobiliare perché sarebbero state
necessarie ben quattro ore di coda aggiuntiva! L’eleganza e la maestosità del
castello di Himeji, ispirato agli aironi in volo, sono difficili da descrivere
e il contorno rosa dei ciliegi ha reso la giornata veramente perfetta.
In
barca sul lago intorno al castello di Himeji
Si è concluso così il mio ultimo viaggio
in Giappone, che sicuramente non sarà l’ultimo!

Nato a Milano, dopo la laurea in ingegneria mi sono trasferito ad Amsterdam, dove ho vissuto per oltre due anni, e poi a Londra, dove vivo da cinque anni. Sono appassionato di musica, fotografia, tecnologia e viaggi, preferibilmente verso il Giappone!

Leave a Reply

Instagram