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Il fascino di Fes, la più antica delle città imperiali del Marocco

Guidare nel centro delle città marocchine è sicuramente un’esperienza un po’ estrema; lo è ancora di più se l’autista al quale avete riconsegnato l’automobile, affittata per il viaggio, decide di accompagnarvi al riad dove alloggerete, ma ha fretta di andarsene … insomma dando libero sfogo alla creatività del linguaggio verbale e dei gesti, dopo una mezz’ora di panico (nostro) l’autista ci recapita a Bab el Rcif, una delle porte di accesso a Fes el Bali, la medina di Fes
Il riad che abbiamo scelto
è il El Bacha. Suggeriamo di non provare ad arrivarci da soli (è in un vicolo strettissimo
e l’insegna è grande poco più di un foglio A4) ma, così come abbiamo fatto noi,
telefonare a Adbu, il gentilissimo gestore del riad che, in pochi minuti, vi
viene a prendere e vi accompagna a piedi, già completamente immersi nel caos della medina. 
Il riad ha un’ambientazione veramente tipica e suggestiva. Lo consigliamo anche per la bellissima terrazza, dove viene servita la colazione… secondo Abdu la miglior vista sulla medina di Fes! Un amalgama indistinto di case, vicoli e tetti, di tanto in tanto interrotto dai minareti il cui colore
dominante è il verde, il colore dell’islam, simbolo della forte identità spirituale della città. 
Fes el Bali (dalla terrazza del Riad el Bacha)
Riad el Bacha
Molti suggeriscono di visitare Fes el Bali affindandosi ad una guida, prestando attenzione che non faccia parte delle “faux guides” (guide non ufficiali). Adbu ci
suggerisce invece di provare da soli
, spiegando che la medina ha due lunghe strade principali che la attraversano: Talaa Kebira e Talaa Seghira; il resto sono vicoli strettissimi che però arrivano tutti alle due strade principali, contrassegnate anche da cartelli colorati che indicano i percorsi all’interno della medina. In realtà orientarsi è complesso e bisogna mettere in conto di trovarsi qualche volta a ripercorrere tratti appena percorsi qualche minuto prima, così come di essere rincorsi da ragazzini che vogliono accompagnarti per la visita. 
Ma Abdu alla fine ha avuto ragione: camminare senza meta per la medina, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è il modo migliore per cogliere lo spirito di questo luogo insolito, indimenticabile per i colori, gli odori, la confusione dei vicoli percorsi dai muli, che qui sono l’unico mezzo di trasporto di una miriade di merci diverse; ogni vicolo ha la sua peculiarità: tintori, orafi, lavoratori di metalli (non perdetevi Place Seffarine, dove gli artigiani lavorano l’ottone), sarti, venditori di spezie, profumi, dolciumi, stoffe…  

Place Seffarine
Muli al lavoro
Il nostro vagare nella medina ci riserva anche qualche esperienza un po’ forte: la vendita di polli e tacchini che vengono uccisi, spennati e impacchettati davanti al cliente che li ha scelti, le macellerie con le teste degli animali morti con le carni ancora sanguinanti, l’odore acre delle concerie.
Vendita di carni 

Accompagnati
da un ragazzino, nostra guida turistica improvvisata per un breve tratto, arriviamo
alla Chouara, la più antica conceria del paese, accolti dall’odore acido e
nauseabondo degli escrementi di piccione e urina di mucca che, mescolati alla
cenere, sono impiegati nella concia delle pelli. Si sale su una delle terrazze che si affacciano sulle
concerie e l’odore acre è un po’ attutito dal rametto di menta che viene offerta
ai turisti. Si rimane colpiti dai bellissimi colori delle vasche, che appaiono
ancora più vivi in contrasto con i colori spenti degli edifici fatiscenti che
circondano la conceria. Rapiti da questo spettacolo, egoisticamente quasi ci
si dimentica del terribile lavoro che svolgono i conciatori, immersi per ore
fino alle ginocchia in miscele nauseabonde alle quali sono aggiunte sostanze chimiche, calce, acqua e sale, per rammollire e rendere malleabili e morbide le
pelli, in condizioni molto difficili, secondo procedimenti rimasti immutati
dal Medioevo. 

Chouara

Strade strettissime, immensi bazar, passaggi e angoli bui e improvvisamente bellissime fontane, alcune semplici vasche addossate al muro, altre decorate con mattonelle colorate e stucchi che sembrano ricami. Bellissima quella di Place Nejjarine! 

Fontana Nejjarine

Fes, la più antica delle città imperiali, nel VIII secolo accolse 8000 famiglie arabe in fuga dall’Andalusia e altre provenienti da Kairouan, Tunisia, che qui portarono la loro arte e contribuirono alla sua grandezza architettonica, culturale e spirituale. Camminando tra gli edifici scorgiamo porte arabescate che si aprono sugli ampi cortili delle mederse, le scuole coraniche, come la Medersa Bou Inania, o delle moschee, tra cui la Moschea al-Qarawiyyin o al-Karaouine, annessa all’Università, una tra le più antiche al  mondo

Moschea al-Qarawiyyin

Per avere una visione d’insieme della città di Fes uscite dalla medina dalla Bab Bou Jeloud, la porta di accesso più bella di Fes, e percorrete dall’esterno le mura medievali. 
Mura
Una piacevolissima passeggiata di circa mezz’ora vi porta a Borj Nord, la fortezza saadita che ospita un’ esposizione di armi. 
La vista è mozzafiato e lo sguardo spazia su tutta Fes: la Ville Nouvelle, con i suoi grandi viali alberati ; il mellah, il quartiere ebraico; Fes el Bali, la più grande città medievale araba al mondo. 
Panorama da Borj Nord

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4 Comments

  1. Luisa Napolitano febbraio 11, 2015
  2. Simonetta Bolzoni febbraio 12, 2015
  3. Simonetta Bolzoni novembre 6, 2015

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