I viaggi degli amici Post di Viaggio Usa on the road

San Francisco, una città europea in America

Il mio amore smisurato
per gli Stati Uniti vince quasi ogni anno sulle proposte di viaggio di mio
marito, la meta delle vacanze estive appena trascorse è stata nuovamente
l’America
. Abbiamo visitato molte grandi città americane, mai però il lato
ovest con le sue città a portata di uomo e i suoi National Park; quale ragione
migliore per affrontare una nuova sfida?
Lo scorso agosto abbiamo
volato su Las Vegas con volo diretto British Airways per poi ripartire dopo 21 giorni
dalla bellissima San Francisco visitando città e parchi in autonomia. Il caldo
di agosto in California, Nevada e Utah è micidiale, afa e appiccicume ci hanno
accompagnato per tutto il tempo, ma per nostra grande sorpresa San Francisco è
una città freschissima. Probabilmente la sua vicinanza con l’Oceano ed il suo
essere molto al nord rispetto ai parchi la rendono una piacevole e rinfrescante
scoperta. Tra tutte le città da noi visitate durante questo tour self and
drive, San Francisco, amichevolmente Frisco, è quella che più ci ha colpito,
che ci è rimasta nel cuore
. Al nostro arrivo in città abbiamo avuto subito una
sensazione di benessere e di voglia di scoprire la città, ci siamo sentiti a
casa. Differentemente da Los Angeles, qui abbiamo trovato una città raccolta,
con palazzi ottocenteschi e non super grattacieli. La modernità e la frenesia
di Los Angeles qui è scomparsa, lasciando posto ad una città a portata di uomo.

 

San Francisco, che si
stima consti di 43 colline, è una città compatta, e gran parte del suo centro
si può semplicemente girare e scoprire a piedi.
E’ situata all’estremità di una
penisola racchiusa dall’Oceano Pacifico a ovest e dalla Baia a est, a nord è collegata
dal Golden Gate Bridge alla riserva naturale della Point Reyes Peninsula ed a
sud confina con l’industriale Silicon Valley.

Trascorriamo la nostra prima giornata
a Frisco nella zona attorno a Union Square; qui si trovano
molti dei più forniti negozi americani, inclusi Macy’s, Saks Fith Avenue e
Gump’s. Dopo una bella sosta da The Cheesecake Factory proprio sopra Union Square
ci dirigiamo a vedere il cambio di rotaia dei cable car a Powell
Street.

 

 

 

I cable car furono ideati per procedere in direzione unica e da qui la
necessità di una piattaforma girevole ad ogni capolinea. Dopo la discesa di
tutti i passeggeri, la carrozza viene spinta sulla piattaforma e fatta ruotare
a mano dal controllore e dall’autista. Tutti i prossimi passeggeri attendono il
loro turno mentre il giro a semi cerchio sia completato. Il biglietto è un po’
caro, 7$ a corsa, ma vale veramente la pena pagarlo e “appendersi” fuori come
nei film americani.
Passiamo il pomeriggio nel quartiere di Chinatown a nord
di Union Square e facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici (bus 31 e 38 fino
a St. Mary’s square) o tramite una breve passeggiata. La porta di accesso al
quartiere è un portico con tegole verdi e due draghi posti ai lati per
allontanare gli spiriti malvagi dalla zona. Qui si trova di tutto, dal
negozietto che vende il liquore al serpente a sonagli ai cappelli di paglia, il
ristorante takeaway di cibo cinese e gente che gioca lungo le strade con la
dama cinese e al mahjong.

 

Dopo questo girovagare
nei vicoli di Chinatown prendiamo i mezzi e ci dirigiamo al Pier 39,  nella zona del Fisherman’s Wharf per una bella
passeggiata sul pontile al tramonto e una buona cenetta a base di zuppa di
granchio.

 

Il Pier 39 è stata una
vera scoperta, un pontile con molti localini e negozietti e banchine con una
vera e propria colonia di leoni marini; da qui si ha una bellissima vista sulla
baia di San Francisco e sull’isola di Alcatraz. I traghetti per il carcere dove
è stato rinchiuso al Capone negli anni del proibizionismo americano, partono
proprio da qui. La scelta per la nostra cena è ricaduta su uno dei molti locali
con granchi freschi esposti in vetrina, qui una vera prelibatezza, piatto
tipico come a Boston le red lobster. La zuppa di granchio è stata un’ottima
scelta, servita all’interno di una pagnotta di pane sciapo, aromatizzata con
erba cipollina e resa corposa con delle patate è un pasto completo che ti
rimette al mondo.

 

 

 

Il nostro secondo giorno
a San Francisco ci vede turisti lungo la zona del municipio e del giardino
botanico. Arriviamo dopo una bella passeggiata a Lombard Street, la strada più tortuosa
del mondo, al City Hall. Inclinata di
27° la collina dove sorge Lombard street risultò troppo ripida per salirvi con
la macchina, e negli anni Venti, la parte alla sommità di Russian Hill venne
rimodellata, attenuando la vertiginosa pendenza con l’aggiunta di otto curve.
Oggi le auto possono percorrerla solo in discesa a 8km orari.

Da qui ci spostiamo al City Hall, terminato nel 1915 rifacendosi alla cupola di San Pietro
in Vaticano e poi dritti ad Alamo Square per un bel pic nic.

San Francisco sorge su un
terreno soggetto a forti terremoti, ma nonostante ciò troviamo ad attenderci ad
Alamo Square molteplici esempi di architettura vittoriana, gothic revival e stick, le meravigliose Painted
Ladies
. Case del tardo ottocento costruite con un’ossatura in legno,
una pianta analoga, ma con facciate differenti, accomunate tutte dall’uso di
colori pastello ed elaborati ornamenti.

 

 

Il pomeriggio trascorre a
cavallo di una bici noleggiata al Fisherman’s Wharf. Noleggiando la bicicletta,
ad un costo secondo noi abbastanza elevato di 60 dollari per 3 ore in 2, ci viene
consegnato un caschetto e una cartina con i migliori tour su due ruote, e
decidiamo di seguire quello per Sausalito. Il percorso, di circa 2 ore, è di
media difficoltà e la prima tappa è Fort Mason, luogo che riflette il passato
militare di San Francisco.

Gli edifici originari erano abitazioni private
confiscate dallo stato americano per utilizzarle come avamposto militare; da
qui moltissimi militari americani si imbarcarono per la Seconda Guerra
Mondiale.  La città di pescatori di Sausalito
è una vera e propria bomboniera che raggiungiamo percorrendo il famoso Golden
Gate Bridge. Ponte color arancio simbolo indiscusso della città di San
Francisco, inaugurato nel 1937 per unire la città alla contea di Marin. Una
curiosità: per costruirlo ci vollero più di 4 anni e 35 milioni di dollari,
oggi è il terzo ponte con la campata sospesa più lunga del mondo.

 

A Sausalito mangiamo
dell’ottimo pesce appena pescato in una piccola trattoria a conduzione
familiare e facciamo molte foto della baia. Qui ci accoglie un sole
meraviglioso; è molto suggestivo attraversare il ponte con il freddo e la
nebbia e arrivare di qua e trovarci davanti un bel sole caldo e un cielo
limpido. Per il rientro in città decidiamo di scendere al porto e prendere uno
dei molti battelli che fanno la spola fino al Pier 39 e rientrare in piena comodità
e goderci un bel giretto in barca.La giornata si conclude
nel parco del Golden Gate con i suoi molti ettari di vegetazione e aiuole tenute
in maniera spettacolare e riusciamo anche a vedere uno scoiattolo che mangia un
frutto.

La nostra permanenza a
San Francisco sta giungendo al termine, infatti oggi è il nostro ultimo giorno
in città prima del volo intercontinentale che ci aspetterà l’indomani
pomeriggio. Decidiamo di noleggiare un’auto tramite il sito Rentalcars e
andare a fare una gita fuori porta… Silicon
Valley
per far felice mio marito e una mattina all’insegna della natura al
vicino Sequoia National Park. Accendiamo
il navigatore e impostiamo il percorso che prevede una toccata veloce alla
Transamerica Pyramid nel quartiere degli affari di Frisco e poi diretti fino al
Muir Wood.  Il grattacielo a forma di
piramide della Transamerica è il più alto di San Francisco con i suoi 260
metri; disegnata dalla William Pereira & Associates, la piramide brulica di
1500 impiegati. Saliamo fino al 27° piano, proprio alla metà del fabbricato, e
ci godiamo velocemente il nostro caffè con una splendida veduta sulla città.

 

Saliamo in auto e via al Sequoia
National Park, parco meraviglioso con alberi di sequoia che svettano oltre le
nuvole. Troviamo una vegetazione rigogliosa e ricca di fiori che si snoda lungo
un percorso tortuoso. Facciamo moltissime foto, e camminiamo per km, ma ne vale
veramente la pena. Mangiamo un boccone al volo e torniamo in auto, destinazione
Silicon Valley e in special modo: HP Garage, Facebook e Google.

 

 

Il clima che ci accoglie
nella Silicon Valley è mite e con un sole pallido, ma si sta veramente bene. La
prima tappa è il famoso HP Garage dove è stata fondata l’HP e poi dritti alle
sedi di Google, Apple Infinite Loop1 e Facebook che purtroppo troviamo chiuse
al pubblico. Brevi  scatti rubati agli
esterni e rientriamo in città. Sera cena veloce in hotel e poi a preparare le
valige… Domani si rientra in Italia, ma con una certezza: San Francisco
torneremo prima o poi.

 

Sono Marina Vaccarotti, 34 anni madre di Irene (6 mesi) e moglie di Alessandro (con il quale sto da 17 anni
e mezzo), ma soprattutto cuoca e grande viaggiatrice. Adoro pianificare viaggi, sognare e leggere di viaggi. Organizzare un viaggio è quanto di più complesso, eccitante e meraviglioso possa esistere. 

Amo passare i miei pomeriggi a leggere resoconti di altri turisti, spulciare riviste, sottolineare guide e atlanti; tutto questo “lavorare” ha una conclusione: la realizzazione di un sogno. Ogni viaggio è la concretizzazione di un desiderio, la scoperta di un piccolo mondo a sé, dove tutto si rivela essere una scoperta. Amo la buona cucina, e adoro cucinare e riprodurre i piatti assaggiati in viaggio. Ho partecipato a programmi televisivi di cucina, 2004 La Prova del Cuoco e 2017 Quel che passa il convento.  
Fondatrice del blog di viaggi  “Il Gusto in Viaggio” dal 2015. Ho girato molto dall’età di 2 anni, quasi tutta l’Italia e l’Europa. Visitato Thailandia, Vietnam e Giappone on the road  con il maritino con un tour fatto e progettato in autonomia. Visitato Egitto e Tunisia, America (costa Est e costa ovest on the road pianificando tutto da sola) e ora il prossimo grande viaggio sarà o Australia o Cina con la bimba.

2 Comments

  1. Daniela M maggio 15, 2017
    • Marina maggio 16, 2017

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