I viaggi degli amici

A spasso tra i sedici Länder della Germania

Cosa viene in mente
quando si parla di Germania? La locomotiva economica dell’Europa, würstel e
crauti, Berlino, nazionale di calcio che sconfiggiamo sempre (ma che ora è
campione del mondo), Oktoberfest (o birra), auto potenti, eccetera eccetera. 
Motivi
professionali mi hanno portato a trascorrere otto mesi in Germania, e mi sono
piaciuti così tanto che alla fine ho deciso di tornarci, stavolta per un tempo
indefinito e non più da solo, ma con la mia compagna.

In questi otto mesi ho
vissuto a Schweinfurt, una cittadina di circa cinquantamila abitanti nell’alta Baviera (non quella di Monaco, dei laghi e dei castelli, per intenderci) la cui
posizione è perfetta per girare in lungo e in largo il territorio tedesco.
Soprattutto perché in Germania c’è tantissimo da vedere e scoprire, molto di
più di ciò che siamo abituati ad immaginare in Italia.

Dopo aver trascorso i
mesi autunnali ed invernali a girare la Baviera, ho pensato che sarebbe stato
bello estendere il viaggio nel resto della Germania. Una sera di febbraio,
durante una lezione di tedesco alla Volkshochschule, guardo con attenzione il
retro della copertina del libro di testo. 
C’è una cartina politica della
Germania, la guardo con attenzione. Ci sono sedici regioni in Germania,
chiamati Länder
. E penso: perché non toccarli tutti, uno ad uno? In tre mesi,
li ho raggiunti tutti. E ho scoperto le diverse facce della Germania.

In questo viaggio ho
visto veramente di tutto: fiumi, piazze, strade, grattacieli, fabbriche, torri,
palazzi, musei, cattedrali, negozi, rovine, campi, castelli, porti, giardini,
laghi, spiagge, centri commerciali, ponti. 
Inutile aggiungere che è stata
un’esperienza che mi tolto molta energia (e va beh, anche soldi…) ma allo
stesso tempo mi ha regalato moltissimo, più di quello che avrei mai potuto
immaginare poco più di un anno fa, quando la mia mente era proiettata su ben
altri pensieri. “Ah, la Germania è brutta, in Germania non c’è niente, in
Germania ci sono solo industrie”. 
Quante cavolate! La Germania è piena
zeppa di posti da vedere. La varietà culturale non è paragonabile a quella
italiana, ma anche qui non si scherza…

Parto da Berlino, la
capitale. Berlino non è la Germania e la Germania non è Berlino. Per bellezza,
non potrà mai avvicinare una grande capitale europea come Parigi, o Roma. Per
ricchezza artistica, non si può minimamente accostare a nostre città come
Firenze o Venezia. Per vivacità, non può di certo essere paragonata a
Barcellona e probabilmente neanche a Monaco di Baviera. Però, dentro Berlino c’è
un’energia che è insita nell’anima di chi ha vissuto una ferita profonda,
quella dell’occupazione, del muro e della violenza che ne è scaturita.

Un’energia che solo chi voleva e vuole ripartire dopo triste pagina, può avere.
Berlino nasce proprio qui e il ripartire dopo la tragedia è sicuramente ciò che
meglio può descrivere la capitale della Germania
. Arte, natura, architettura,
storia, cultura: Berlino ricomincia da qui per diventare una delle città più
amate del panorama turistico europeo.
Berlino – Fernsehturm

In Germania ci sono altre
due città stato, sulla falsariga di Berlino, si tratta di Amburgo e Brema. Sono
le due città portuali, e sono il miglior simbolo della potenza economica
tedesca in ambito marittimo. La prima, Amburgo, ha puntato sulla dinamicità per
diventare una vera calamita del turismo. Il porto stesso, il quartiere di St.Pauli e l’architettura contemporanea sono le attrattive principali della
seconda città tedesca per dimensione. 
Amburgo – il Binnenalster al tramonto
Brema ha invece un porto distaccato
dall’area cittadina. E che porto, ipertecnologico e aperto sul Mare del Nord! È
un vero e proprio museo a cielo aperto, grazie a costruzioni avveniristiche e
barche d’altri tempi.
Porto di Brema – il Klima Haus di Bremerhaven

Volendo rimanere in tema
di grandi città, qualche parola va spesa su Francoforte sul Meno e su Dresda,
città rispettivamente di Assia e Sassonia. 
È necessario dimenticare che
Francoforte è la sede della Borsa tedesca e della BCE. Francoforte è ben altro,
un “ben altro” fatto di modernità unita ad un tocco di vintage quanto basta, di
fermento culturale che va oltre il mero profitto, di estetica che non si limita
al fascino di un grande fiume ma che sconfina nel cemento, di vitalità, di
sorprese inimmaginabili per una città che si immagina, ignorandone il vero
spirito, solo una giostra di denaro.

I grattacieli e il centro storico di Francoforte sul Meno
Passando a Dresda, invece
si può parlare con un solo aggettivo: splendore. 
La capitale artistica della
Germania ha saputo risollevarsi dalle macerie della guerra e rinascere di nuova
bellezza. Il miglior esempio è nello Zwinger, ex fortezza medievale ora enorme
spianata circondata da mura e trasformata in una sorta di barocca orangerie. Attorno
allo Zwinger ruota tutta la vita di Dresda, i suoi musei, la Gemäldegalerie, il
Teatro dell’Opera e la Hofkirche. Una meta per inguaribili romantici…
Dresda – Zwinger
 …anche se per me l’apice
del romanticismo è stata la città di Schwerin, capitale del
Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il Land più a nord-est della Germania. 
Non
potrebbe essere altrimenti, quando vieni a sapere che l’attrazione principale è
un castello che sembra uscito da una favola e che nel raggio di pochi
chilometri si trovano la bellezza di circa quaranta tra laghi e laghetti. 
Il
castello di Schwerin
si affaccia proprio su uno di questi, lo Schweriner See,
quarto lago per estensione nel territorio tedesco. Non potrebbe che essere uno
scenario incantato, e infatti è così. 
Quel castello, non una fortezza ma una
raffinata residenza, sembra ispirata ad una fiaba dei fratelli Grimm e sarebbe
sicuramente location ideale per girare qualche film o serie tv che ha al centro
una storia d’amore. 
Schwerin ha rappresentato sicuramente una tra le più
piacevoli sorprese: meta quasi sconosciuta in Italia, è invece un luogo di
incanto.
Il fiabesco castello di Schwerin
Quando si pensa alla
Germania si pensa anche a quelle splendide case a graticcio, così tipiche, così
caratteristiche: si trovano un po’ ovunque, soprattutto a sud. Ne ho viste a
Norimberga, Francoforte, Goslar, Erfurt, ma quelle di Rothenburg ob der Tauber
sono di gran lunga le numero uno. 
Quando si parla di Germania vera, io penso
proprio a questo piccolo borgo murato al confine tra Baviera e
Baden-Württemberg. 
Ma cosa rende questo paesino così speciale? Probabilmente il
fatto che qui il tempo pare essersi fermato. Entrare in Rothenburg, con le sue
case a graticcio e i tetti spioventi, le insegne in ferro battuto e talvolta
dorate, le mura di guardia, le alte e robuste torri (quarantatré!), gli stretti
vicoli fatti di pietre, eleganti facciate talvolta dai colori vivaci, è come
trovarsi in una favola ambientata cinquecento anni fa. Si torna indietro nel
tempo, al Medioevo, tra scenari architettonici impensabili oggigiorno. 
Il
rigore medioevale che contraddistingue lo stile di Rothenburg è ferreo: nel
centro storico non si erge alcuna costruzione che devii da quell’omogeneità
edile che solo qui è possibile trovare.
il Plönlein di Rothenburg ob der Tauber, uno degli scorci più famosi di Germania

A livello di bellezza
naturale, la Germania non è da sottovalutare. 
Il filo conduttore è l’acqua,
ovunque. Grandi fiumi attraversano il territorio tedesco: Reno, Elba, Danubio,
Weser, Saale, Mosella, Meno, Oder. Sui quali si trovano tutte le più belle
città tedesche, che sono ciò che sono anche e soprattutto grazie ai loro fiumi. 
Heidelberg non avrebbe senso senza il Neckar, così come Amburgo senza l’Elba. Un’immensa
moltitudine di laghi e laghetti costella i Länder della Germania, soprattutto
quelli a Nord. Brandeburgo e Bassa Sassonia devono molto della loro ricchezza
naturale grazie ai loro piccoli specchi d’acqua; il Baden-Württemberg invece ha
l’onore di potersi affacciare su quello più grande, il Lago di Costanza; la
Baviera annovera quelli più belli, anche grazie alle montagne che li
circondano; la capitale del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Schwerin, è stata
addirittura costruita sulle sponde di un lago. 
E poi ci sono i mari, il Mare
del Nord e il Mar Baltico. 
In Italia, è un’altra storia, per fascino e per
clima, ma ciò che possono offrire questi due mari non è da sottovalutare,
soprattutto alla luce della notevole crescita turistica in questa zona.

Le immagini che porterò
sempre nel mio cuore sono tuttavia quelle della Sassonia-Anhalt. Ritrovarsi qui
nel mese di aprile, tra campi coltivati a colza che brillano di giallo e mulini
a vento che roteano incessantemente, è una sensazione impagabile.

Quanto alla cucina, dire
che i tedeschi si limitano a vivere di würstel, crauti e birra, è un pochino
improprio. Certamente, la varietà e la qualità della cucina italiana non ha
paragoni. Però in Germania non si mangia male, anzi. Di certo, si mangia meglio
che in Francia o in Inghilterra. Direi che non è un bel posto dove vivere per
vegetariani e astemi. Buona parte delle specialità tedesche ruota attorno alla carne
(di maiale, soprattutto) e all’alcol.

L’alcol non è solo birra:
in Germania, e soprattutto in Franconia, la terra dove fra poco mi stabilirò,
si produce dell’ottimo vino, che è anche un’ottima motivazione per incontrarsi. 
Il sabato mattina, le piazze tedesche si riempiono a dismisura di persone,
tutte intente a degustare un buon bicchiere di vino attorno ad un tavolo.
Rigorosamente in compagnia.
Calici a Treviri
Quanto alla carne, è bene
dimenticare il concetto di würstel come lo conosciamo noi italiani. Quello che
per noi è würstel, per i tedeschi è la versione di Francoforte. 
Non esiste un
vero würstel in Germania, ogni area geografica produce un tipo diverso di
salsicciotto. Uno tra i più famosi è sicuramente il Nürnberger Bratwürst, la
cui lunghezza è di circa dieci centimetri ed è esclusivamente prodotta a
Norimberga: non a caso questa specialità è tutelata da una sorta di
denominazione geografica protetta. 
Un’altra versione che va per la maggiore in
Germania è la Thüringer Rostbratwurst, provienente dall’omonimo Land, quello
della Turingia. Si differenzia per il sapore più piccante e per una forma molto
allungata ma sottile. 
La più insolita è sicuramente la versione monacense,
quella dei Münchner Bratwurst, la quale si diversifica per il colore bianco –
per il qual motivo è anche detto Weißwurst – che deriva dall’assenza di
trattamento in salamoia. Un’altra tipologia “colorata” è la
Stuttgarter Bratwürst: essa ha infatti un colore più rosso. C’è poi la versione tutta made in Franconia, quella dei Würzburger
Bratwürst, che include negli ingredienti per la preparazione anche il
rinomatissimo vino locale. Slurp…
Bancarelle di  würstel a Norimberge
Per tutti coloro che
credono che la Germania sia Berlino, l’Oktoberfest, i castelli della Baviera e
la Foresta Nera, io dico “vi sbagliate di grosso“. 
La Germania è un
incredibile mondo da conoscere, da vivere. Un enorme vaso di Pandora da
scoperchiare… dal quale non fuoriescono problemi, ma scaturisce solo
spettacolo e bellezza.

Non importa il dove, il come o il quando: amici in giro per il mondo, maratone, trekking, appuntamenti di lavoro, competizioni ciclistiche: quando l’occasione chiama, Stefano risponde sempre “presente”. 
Estate o inverno, mare o montagna, città o campagna, Italia o Europa, l’importante è essere ogni volta in un posto nuovo, e sentirsi parte di questo meraviglioso mondo. Da vivere e raccontare sul suo blog “A spasso tra i Giganti

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