Post di Viaggio

Maastricht, una giornata nel cuore dell’Europa

Edifici storici, negozi di classe, ristoranti, street food e tante biciclette: questa è Maastricht, una delle più antiche città dei Paesi Bassi.

Questa
cittadina, nota a tutti per il famoso Trattato del 1992 in cui si definirono i
parametri economici per entrare a far parte dell’Unione Europea, è
piacevolmente visitabile in una giornata, a piedi o in bicicletta.
Il
centro storico non è particolarmente grande e per le visite ci si può affidare
all’ufficio del Turismo, VVVMaastricht  in Kleine Staat 1, che organizza passeggiate
guidate oppure propone delle visite in autonomia con il supporto di una piccola
brochure.

Mappa Dell’Ufficio del Turismo (VVV)
Noi
abbiamo scelto la seconda opzione, per poter scoprire Maastricht al nostro
ritmo, fermandoci per delle piccole pause gastronomiche qua e là e
approfittandone anche per dare un’occhiata al mercatino di Natale su Vrijthof,
dato che l’abbiamo visitata all’inizio di dicembre.

Mi piace particolarmente scoprire i piccoli angoli e talvolta camminare col
naso all’insù per esplorare le città da una diversa prospettiva. E qui mi sono
divertita veramente, perché oltre ad essere ricca di monumenti e chiese,
Maastricht ha dei bellissimi palazzi e delle piazzette intime e particolari.


Se volete esplorare la città con noi, iniziamo la passeggiata dall’ufficio del
turismo. Questo ex palazzo di giustizia, in stile gotico, sul lato sinistro
mostra ancora le intelaiature lignee classiche degli edifici del XVI
secolo. 

Incamminandoci
lungo Kleine Staat, giriamo a sinistra in Maastrichter Smedenstraat e ci
inoltriamo per le strade della parte più antica della città, quella
originariamente fortificata dai romani.

Poco
più avanti, sulla destra, prendiamo Havenstraat e poi giriamo subito nella
prima stradina a sinistra: ecco il luogo che ho preferito in assoluto, la
piazzetta Op de Thermen
. Perchè io l’abbia preferito è facilmente intuibile: un
piazza racchiusa tra le case, tranquilla, romantica, con quella quiete e quel
silenzio in cui ci stai bene. Il nome deriva dal fatto che proprio qui erano
edificate le antiche terme gallo-romane.

Lasciata
[a malincuore] la piazzetta continuiamo fino alla fine di Morenstraatje e
giriamo a destra su Stokstraat. Questa è la via dei negozi esclusivi.
Maastricht
ha un centro pedonale molto ricco di negozi ed è piacevole passeggiare anche
soltanto per guardare le vetrine e sorseggiare un caffè.


A proposito di caffè, il mio consiglio è di accompagnarlo con un waffel: anche
qui, come in Belgio, questi dolci sono molto comuni. Pinky è uno dei luoghi
ideali e offre i waffel migliori della città; c’è più di un negozio nel centro,
ma se volete sedervi per mangiare con calma vi suggerisco di andare in quello
che affaccia al nr 1 di Vrithof, la piazza centrale.

Ma
continuando la nostra passeggiata su Stokstraat arriviamo all’incrocio con
Plankstraate; percorrendola per un breve tratto giungiamo in una delle piazze
principali della città: Onze Lieve Vrouweplein. Su questa piazza sorge la
Basilica di Nostra Signora che esteriormente assomiglia più a una
fortificazione che ad una chiesa. L’interno però è molto suggestivo,
soprattutto per il fatto che per accedervi bisogna passare attraverso la
cappella votiva “Stella del Mare” piuttosto buia rischiarata soltanto
dalle centinaia di candele accese dai fedeli. Purtroppo durante la nostra
visita era in corso la messa e quindi non ci è stato possibile fotografare, ma
soltanto sbirciare l’interno dal fondo della navata centrale.

Usciamo
dalla chiesa e ci dirigiamo verso la Mosa, il fiume che attraversa Maastricht.
Appena dietro la chiesa c’è un piccolo edificio piuttosto curioso… e goloso. Si tratta di una postazione di guardia, qui infatti c’era una delle antiche porte della città, ed al suo interno oggi c’è una super gelateria. Quando siamo passati noi faceva un po’ freddino, quindi niente gelato, ma l’aspetto dalle vetrine era alquanto invitante!

Girando nella seconda traversa a destra ci troviamo a salire alcuni scalini che
ci portano a uno dei Bastioni della città, costruito come parte del primo muro
di cinta durante il medioevo.

Anche
qui è carino scoprire i piccoli giardini e gli appartamenti che affacciano sul
bastione. Devo dire che una casa qui non mi dispiacerebbe per nulla!

Alla
fine della cinta muraria scendiamo verso la Porta dell’Inferno [Helpoort], la
più antica d’Olanda. Originariamente questa porta aveva una saracinesca, oggi
il passaggio è aperto a pedoni e mezzi di trasporto, ma si vedono ancora le
scanalature al suo interno.

Oltrepassata
la porta ci troviamo di fronte la Pesthuys [Casa della Peste], un antico mulino
ad acqua usato come cartiera. Il suo nome deriva dalle baracche degli appestati
che si trovavano nei dintorni.
Procedendo
sulla destra attraversiamo un ponticello e costeggiamo il piccolo canale nel
senso contrario alla corrente; passiamo accanto ad un edificio allegro,
soprattutto per le imposte colorate di rosso e di bianco: l’antico monastero
Faliezusterksklooster. Le persiane sono in tipico stile rinascimentale della
Mosa.

Superiamo
la Begijnenstraat e giriamo a destra nella Sint Pieterstraat. Qui si ritrovano
i resti della prima cinta muraria che possiamo costeggiare percorrendo un
tratto di Lang Grachtje sulla sinistra. Questa parte, con le antiche mura, deve
essere bellissima in primavera e in estate quando le piante rampicanti che la
ricoprono mostrano le loro belle foglie verdi e i loro fiori profumati.

Fate
attenzione!
ad un certo punto girate verso destra, su Hilariusstraatje; questa
viuzza è davvero minuscola, ma bella perché poco conosciuta. Amo sempre scoprire questi posti anonimi che rispecchiano la vita reale delle città.

Dopo
aver percorso Hilariusstraatje giriamo a sinistra e percorriamo
Tafelstraat, con i suoi edifici imponenti, fino ad arrivare al viale di tigli
di Grote Tafelstraat. Questo parrebbe essere uno dei luoghi più belli della
città, incrocio di cinque strade, un tempo luogo dove sorgeva la porta dei conciatori.
Sarà per l’aspetto spoglio degli alberi e per il fatto che non c’è molta gente
in giro, ma io non ho trovato tutto quel granché… magari tornandoci in estate
potrei scoprire un altro aspetto della zona.
Da
Tafelstraat giriamo in Achter de Molens e continuiamo dritto fino a Klein
Grachtje
seguendo ancora il primo muro di cinta. Procediamo nella Verwerhoek
costeggiando il fiume Jeker e alla fine della strada svoltiamo a sinistra in
Leculenstraat; questo è il quartiere studentesco, dove si trovano l’Università
di Maastricht, la Scuola di Arte Drammatica, il Conservatorio e
l’Accademia Jan van Eyck.
A destra imbocchiamo la Bouillonstraat e ci dirigiamo verso la salita per
arrivare a Sint Servaasklooster, costeggiando edifici dedicati al posto di
guardia e alle canoniche ottocentesche che fecero parte del capitolo di San
Servazio.
Arriviamo
così in piazza Henric van Veldekeplein, dedicata al primo poeta di lingua
olandese
la cui statua si trova nel centro dei giardini.

Questa
piazzetta si trova alle spalle della Chiesa di San Giovanni [Sint-Janskerk]
famosissima per la sua imponente torre rossa alta 70 metri.

Sulla
sinistra ecco finalmente la Sint Servaasbasiliek [Basilica di San Servazio]
che sorge sulla tomba del santo appunto, primo vescovo di Maastricht e patrono
della città. Anche questa chiesa ha un aspetto imponente e molto simile a una
fortezza come già la Onze Lieve Vrouwebasiliek. L’interno merita una visita: le
vetrate, l’altare e l’imponente organo sono davvero notevoli.
Scendendo
verso Vrijthof, la famosa piazza centrale, iniziamo a pensare al pranzo. Un
tipico street food olandese è quello che si può acquistare presso le Friture:
patate fritte, crocchette di carne e di patate, wurstel…
una gioia per il palato e per il colesterolo, insomma!

Decidiamo
di lasciare a dopo la passeggiata su Vrijthof e ci dirigiamo verso Markt, la
piazza del Municipio, per concederci un cartoccio di patate fritte, ma con un
tocco tipico di Maastricht: il Zuurvlees, uno spezzatino di carne di cavallo
e di manzo cotto con ginepro, alloro, chiodi di garofano, pane speziato
sminuzzato e composta di mele servito nel cartoccio sopra le patate
fritte

Dopo
pranzo continuiamo a passeggiare su Vrijthof; c’è il mercatino di Natale
ed è carino osservare i prodotti tipici in vendita e altre specialità di
streetfood che si possono assaggiare: la patata fritta a spirale arrotolata su
un bastoncino e passata nella paprika, il panino con l’aringa cruda e i
pezzetti di cipolla e i dolci fritti che ricordano tanto i nostri bomboloni, ma
hanno una pasta più compatta.

Proseguiamo
la nostra esplorazione vagando per le stradine nei dintorni di Vrijthof e
arriviamo a una chiesa che, dopo essere stata sconsacrata, è stata adibita a
libreria. E’ enorme e al fondo, dove una volta c’era l’altare, c’è un bar;
un’ottima idea per girare in mezzo alla cultura e poi sedersi a sorseggiare un
caffè caldo nelle giornate invernali.

Come
alternativa per scaldarsi un po’, dopo aver passeggiato per Grote Staat ed aver
guardato un po’ di negozi, ci si può fermare accanto al ponte sulla Mosa, il
St. Servaasbrug, per una tazza di Gluhwein alla cannella.
Per
cena ci concediamo un pasto “esotico” al ristorante indonesiano Gadjah Mas, al nr.
42 di Rechtstraat, la seconda strada sulla destra superato il St.
Servaasbrug. 

La
cucina indonesiana è per me una piacevole scoperta; nonostante ami e abbia
assaggiato diverse cucine asiatiche, questa mi era sconosciuta. La soluzione
migliore, secondo me, è prendere il menu proposto con diversi assaggi
.
Inizialmente ci siamo spaventati vedendo arrivare così tante portate per due
persone soltanto, ma è stato piacevole spaziare dall’agrodolce al piccante, dal
caldo al freddo, ed apprezzare il cibo di questa ex colonia che influenza ancora la cultura olandese a tavola.

2 Comments

  1. Manuela Vitulli febbraio 13, 2015
  2. Viaggi e Delizie febbraio 13, 2015

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