É il maestro Andrea Carlo Righetti, appassionato e studioso d’arte, che ci guida nella nostra invasione, ci racconta la storia della Collegiata, ora parrocchia di Revello, costruita per volere del marchese Ludovico II e dalla Comunità revellese e decretata con bolla di papa Sisto IV nel 1483, essa sorge all’estremità della via che attraversa il paese e dove inizia la collina.
L’interno in stile gotico lombardo è formato da tre navate di cui la centrale molto ampia. In essa vi sono opere di grande valore artistico, di cui il maestro Righetti molto pazientemente ci descrive:
- il Fonte battesimale (1498) della famiglia Zabreri,
- il Polittico dell’Epifania (1503) di Hans Clemer (Maestro d’Elva), commissionato dai fratelli Andrea e Antonio de Raspandis e il Polittico della Madonna delle ciliege, opera degli inizi del ‘500, nel cui registro superiore compaiono S.Bernardo, S. Lucia e S. Maurizio, in quello inferiore S.Antonio abate, la Madonna con il Bambino in braccio ed ai suoi piedi mazzetti di ciliege e la Maddalena;
- il Polittico della Deposizione (1540) e il Polittico della Trinità (1541) di Oddone Pascale, saviglianese;
- opera di grande pregio sono il marmoreo altare maggiore (1850) scolpito da G. Isella e l’affresco cinquecentesco raffigurante il nobile Rupert D’Amareuil raccolto in preghiera verso la Madonna e Gesù;
- grande valore artistico riveste il pulpito ( datato intorno alla metà del sec.XVII) opera di artigiani che lavorarono, in quel periodo presso l’Abbazia di Staffarda, con base piramidale ed in alto strutturato a baldacchino, è impreziosito da formelle e pannelli contenenti Vescovi , Evangelisti e da altri personaggi dei quali non è nota l’identità.

Per il maltempo non ci è possibile ammirare, per quanto dovuto, la parte esterna della Collegiata e del centro storico del paese, ma proprio grazie a questo inconveniente ci è concesso di ” invadere” anche la Cappella Marchionale.
La Cappella Marchionale è situata al primo piano del castello sottano dei marchesi di Saluzzo, oggi sede del Municipio, già dimora preferita da Margherita di Foix, moglie di Ludovico II. Proprio per volere della marchesa, la Cappella fu decorata intorno al 1519.
Sulle pareti laterali sono dipinte le vite dei Santi protettori dei marchesi, da una parte Santa Margherita e dall’altra San Luigi di Francia, al di sopra sono ritratti gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, mentre la famiglia Marchionale compare con diversi personaggi nelle lunette dell’abside.
Una grande opera è dipinta sulla contro facciata: l’Ultima Cena, ispirata al capolavoro di Leonardo da Vinci.
La politica dell’architetto è quella del giardino selvatico, in cui l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo affinché la natura possa esprimere il meglio di sé anche se questo talvolta significa camminare su sentieri invasi dalla vegetazione. L’unica sostanza fungicida ed insetticida utilizzata per la cura delle piante è il verderame.









